131 anni di storia

1 aprile 1928.

"La ricetta precisa per l’Amaro Gamondi sta scritta su un foglio di carta nel portafoglio" sono le parole che Carlo Gamondi scrive nel suo testamento. È il 1928. Un momento decisivo per la nostra storia. Una storia di inclusione, senso di appartenenza, autenticità e passione.

Una storia caratterizzata da passione, conoscenza, rinnovamento e tradizione.

Una storia che inizia da una cittadina piemontese: Acqui Terme. Precisamente da “strada della Maggiora” dove nel 1868 nasce Carlo Gamondi.
22 estati dopo il ragazzo rileva una drogheria ed è questo il primo crocevia della storia.
È la classica drogheria dell’epoca dove si trova un po’ di tutto. Ma soprattutto è il luogo in cui il ragazzo inizia a far conoscere alla gente il suo Amaro Gamondi.
Un Amaro con la A maiuscola la cui bottiglia nel corso del tempo ha conosciuto diverse forme fino a quella attuale e ormai iconica che richiama la Bollente, fontana simbolo di Acqui Terme.

Arriva poi il 1912.

Il secondo crocevia della storia.
L’Amaro Gamondi continua a collezionare medaglie di riconoscimento e Carlo Gamondi decide di lasciare la drogheria per aprire “La degustazione” (che diventerà poi Bar Gamondi). Da questo momento in poi l’Amaro diventa popolarissimo in città fino a conquistare il soprannome “Superamaro”.
Mentre ciò avviene, arriva anche il momento in cui le parole “La ricetta precisa per l’Amaro Gamondi sta scritta su un foglio di carta nel portafoglio” vengono elaborate da Carlo Gamondi. È il 1928 e IL protagonista della storia, conclude la sua parabola terrena.

Ecco allora il 1935.

Terzo crocevia.
Da 7 anni l’attività è passata nelle mani del figlio Giuseppe Carlo Angelo Luigi, ma la sua morte repentina all’età di quarant’anni pone fine alla dinastia Gamondi.
Non ci sono altri eredi. Il marchio passa di famiglia, precisamente ai Barberis.
In questo periodo la gamma prodotti si amplia notevolmente portando sul mercato ricette originali messe a punto in molti casi da Carlo Gamondi.
Ma come tutte le grandi storie, anche qui arriva il momento in cui sembra che tutto possa incredibilmente finire: è la fine degli anni ‘90, i Barberis cedono il marchio e la produzione s’interrompe.
La storia rischia di finire davvero.
È qui che entrano in gioco due figure fondamentali per la storia di Gamondi, la nostra storia:
GIANFRANCO TOSO
titolare insieme a Pietro e Massimo dell’omonima azienda di Cossano Belbo.
VALTER PORRO
nipote dell’erborista Teodoro Negro (ideatore dell’Amaro Toccasana Negro);
Con un atto di spassionato amore per un marchio ultracentenario, i due lo rilevano nel 2009.

Ed eccoci così alla storia più recente.

Dal momento della nostra acquisizione abbiamo sempre avuto una grande ambizione: riportare alla luce l’eredità dell’erborista acquese attraverso una riproposizione delle ricette originali più significative. L’Amaro, il Bitter e l’Aperitivo su tutti.
Prodotti che mostrano un legame importante con il territorio e a cui poi abbiamo aggiunto i vermouth di Torino (vincitori del premio Vermouth dell’Anno 2020), usciti sul mercato negli ultimi anni. Gli ultimi protagonisti di una storia lunga 131 anni.
Una storia densa di passione che grazie a voi è destinata a vivere ancora a lungo.

A voi persone comuni. Gente vera che vive questi momenti di ordinarietà con la consapevolezza che proprio qui dentro si nascondono straordinari momenti di vita.

Salute, Gamondi

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